Ricostituzione e conservazione dei peptidi, passo per passo
Un peptide di massima purezza si degrada se viene ricostituito o conservato male. Questa guida riassume la pratica standard nella ricerca per non rovinare un buon flacone.
Prima di iniziare
Il peptide arriva liofilizzato (in polvere) sotto vuoto. Lasciatelo equilibrare a temperatura ambiente prima di aprire il flacone, per evitare la condensa che introduce umidità. Lavorate su una superficie pulita e con tecnica asettica.
Il solvente corretto
Lo standard è l'acqua batteriostatica (acqua con 0,9% di alcol benzilico), che inibisce la crescita batterica e permette di conservare la soluzione per diversi giorni. L'acqua sterile semplice va bene per l'uso immediato, ma non conserva. Non usate acqua di rubinetto né acqua distillata non sterile.
Come ricostituire senza danneggiare il peptide
Prelevate il solvente con una siringa sterile e lasciatelo scivolare lungo la parete interna del flacone, a goccia lenta, non direttamente sulla polvere. Non agitate: ruotate delicatamente fino a dissoluzione. L'agitazione forte e la schiuma possono denaturare il peptide.
Calcolo della concentrazione
La concentrazione dipende dal solvente che aggiungete. Esempio: 5 mg di peptide in 2 ml di acqua batteriostatica = 2,5 mg/ml. Una calcolatrice di ricostituzione evita errori; molti vendor seri la pubblicano.
Conservazione
Polvere liofilizzata sigillata: stabile per mesi a temperatura ambiente al riparo dalla luce, meglio se refrigerata. Soluzione ricostituita: in frigorifero a 2-8 °C, da usare in poche settimane; per il lungo termine, aliquote congelate a -20 °C o -80 °C. Evitate i cicli di congelamento-scongelamento: ogni ciclo degrada il peptide.
Segnali che qualcosa non va
Torbidità persistente, particelle che non si dissolvono o cambio di colore possono indicare degradazione o contaminazione. Etichettate sempre il flacone con composto, concentrazione, data di ricostituzione e lotto.